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Si è conclusa domenica 10 gennaio la terza edizione di Indyvision con una grande serata di premiazioni e proiezioni al Teatro Verdi, cui hanno assistito circa 200 persone.

La serata, introdotta dalla giornalista Maria Ficara, ha visto la partecipazione del sindaco di Corsico Sergio Graffeo, dell'assessore alla promozione della cultura giovanile Dario Ballardini, che ha promosso l'evento, dell'assessore alla comunicazione Giovanni Molisse e dell'assessora Nadia Landoni che a turno hanno premiato i migliori lavori selezionati.

I premi

Miglior videoarte - Sette secondi circa di Emanuele Dainotti e Alessandro Capuzzi

Miglior videoclip musicale - Una giornata perfetta di Virgilio Villoresi

Miglior cortometraggio - Viola di Marco Rota

Miglior lungometraggio - L'estate d'inverno di Davide Sibaldi

 

L'organizzazione del festival ringrazia tutti i partecipanti, i numerosi cittadini che sono intervenuti nelle tre serate del festival e il Comune di Corsico che promuove l'iniziativa.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Gennaio 2010 09:50)

 

Programma sabato 9 gennaio, ore 21 Sala La Pianta via Leopardi 7 Corsico.

PRIMA PARTE

Ordalia di Marco Bonfanti (corto)

Francesca è al parco col suo cane, Sprite. Sembra una mattina come tante, ma una telefonata di sua madre le sconvolgerà la vita: suo padre ha avuto un infarto e sta per morire. Una tragedia familiare che romperà i suoi già fragili equilibri interiori. Disperata, la ragazza chiederà aiuto ad un parroco, nell'estremo tentativo di fermare l'ineluttabilità della morte. Una lotta dentro se stessa e contro il senso di colpa, tra emotività e ragione, alla ricerca di sé e di Dio.

 

Una circostanza fortuita di Emanuele Michetti (corto)

In un carcere dove la detenzione è condizionata dal caso, un uomo – sostenuto dai suoi riti quotidiani – si prepara ad affrontare il suo destino.

 

Pizza Delivery di Giovanni esposito (corto)

Storia di una pizzeria a domicilio un po' speciale ... La realizzazione di un sogno è solo ad un rombo di distanza.

 

Ficurinie di Marco Gozzo (corto)

Carmelo è un bambino dotato di una grande curiosità che, un giorno d'estate, vaga nella campagna assolata portandosi dietro un sacco di iuta. Percorrerà una strada che lo porterà alla casa del pazzo del paese. L'incontro porterà il bambino a vivere un'esperienza della quale solo chi va oltre le “spine” dell'apparenza ne percepisce l'essenza.

 

Il cappellino di Giuseppe Albano (corto)

Il sole illumina una giornata come tante in un paesino della Lucania. Clara, una bambina di nove anni, ritorna a scuola dopo una lunga assenza...

 

Il mio nome non è importante di Emanuele Pisano (corto)

I desideri di due vite si sfiorano. Un uomo, un disabile in sedia a rotelle, vive le sue giornate in casa da solo. È prigioniero delle sue azioni e soprattutto dell'indifferenza da parte di chi invece dovrebbe prendersene cura. Qualunque cosa sembra uno scopo impossibile, anche guardar dalla finestra. Una bambina nomade si procura da vivere vendendo cose rubate al cimitero. Ma ha in mente qualcosa di più importante, uno scopo che con cauta semplicità vuole raggiungere. Accomunati dallo stesso desiderio di godere della vita, provano ad ottenere la felicità, sfruttando le proprie forze.

 

Nostalgico avvenire di Vieri Brini (corto)

è in arrivo una nuova forma di intolleranza, perchè ammettiamolo: il razzismo non è mai di moda. Un gruppo di sovversivi ha come scopo il controllo demografico della nazione. L'unico modo di risolvere il sovraffollamento del nostro Paese è prelevare tutti gli anziani e spedirli nello spazio. Dopo gli anziani, verrà la volta delle altre etnie e la Terra sarà di nuovo un posto abitabile.

Nerofuori di Emanuela Mascherini
L'incontro conflittuale di due solitudini; un cinquantenne rassegnato e una venticinquenne in cerca di certezze entrano in contatto grazie ad un fatale equivoco.
La loro conoscenza sarà favorita e estremizzata da un viaggio in macchina che li vede costretti a condividere una giornata insieme del tutto inaspettata.
Tutto accade in un giorno, in poche ore...troppo in fretta per capire chi hanno incontrato davvero...ma non troppo in fretta per non rimanerne colpiti.

 

SECONDA PARTE

Colori di Elisa Sensi (doc)

Un breve documentario sul problema dell'immigrazione. Colori: l'unica cosa che ci differenzia.

 

Italiane di Assia Petricelli, Rosa Cavallaro, Rosamaria Vaccaro (doc)

Feven è arrivata in Italia quando aveva tre anni, Anna da adolescente. Feven ha un nome che sa di Africa e l'accento romano. Anna ha un nome italiano e un accento che sa di Africa. Anna è cittadina italiana, Feven no. Entrambe sono straniere ovunque.

 

Anima incompresa di Erika Fiscella (animazione)

Nasce dall'idea di entrare nel mondo dei non udenti e i loro stati d'animo, dove tutto ruota al fenoma dell'esclusione sociale. La sordità non è un problema ma il problema ha le sue radici nel rapporto dell'individuo con la società prodotto dall'ignoranza e dal pregiudizio.

 

Con la penna di Colette Baraldi (animazione)

Basta una goccia d'inchiostro per immaginare tutto...

 

Deus ex machina di Antonella Sabatino (clip)

Video dei Tiro alla fune. Spesso il cuore viene lasciato come un trofeo in una teca. Nel video è rappresentato metaforicamente come un oggetto da poter scambiare: alcuni giovani, delusi dalle passioni rimaste a marcire nei loro petti, decidono di vendere a collezionisti i loro cuori, accorgendosi troppo tardi che essi si portano con sé anche la loro vita. È il Deus ex machina a liberare gli organi presi in ostaggio.

 

Obsil di Adriano Giotti (clip)

Una storia d'amore finita male...

 

Una giornata perfetta di Virgilio Villoresi (clip)

Una giornata perfetta è la storia di una pagina che si stacca dal suo flip-book e inizia un viaggio in un mondo fatto di dolci ammennicoli fuori uso, oggetto anni '50, macchine da scrivere. Il video è girato totalmente con la tecnica dello stop motion e del motoscope stampato su fogliettini di carta fotografati e animati a passo-uno.

 

Kremaster di Saverio Barile (videoarte)

Kremaster: meccanismo materia che il tempo degenera inevitabilmente e dove il ricordo che scorre sui suoi stesi binari ciclici gli pone il suo freno, creando il “non tempo”: l'infinito.

 

Melodia Monocromatica di Giuseppe Ferreri (videoarte)

Un uomo alla ricerca della propria identità, armonica fusione dell'essenza maschile e di quella femminile. Entrambe cercano il respiro nello stesso istante, attraverso un unico corpo. Poi la sofferenza cede il passo alla rassegnazione...nella percezione onirica o nella realtà?

Is You di Carlotta Piccinini

Is You racconta la fine di una relazione d'amore. E' il racconto di una tensione verso un desiderio, di un'ultima speranza inattesa e quindi di una disillusione; una separazione che mostra una rottura da qualcun'altro, metonimia di una conseguente separazione da se stessi.E' la storia di una fine e dell'incapacità di innescare un nuovo inizio. E' infine la storia di una trasposizione della propria sofferenza nella rappresentazione degli altri.

 

 
Si apre venerdì 8 gennaio la terza edizione di Indyvision, il festival riservato ai giovani registi promosso dal Comune di Corsico.
Alle ore 21 presso la Sala La Pianta di via Leopardi 7 a Corsico verrà proiettato il lungometraggio “L'estate d'inverno”, produzione indipendente milanese del giovanissimo Davide Sibaldi. A seguire sarà la volta di “Calibro 70 di Alessandro Rota.

L’estate d’inverno
Un “caso” nel panorama produttivo italiano. Un regista di soli 19 anni, una produzione, Ardaco, che finanzia completamente con le sue forze il film e già importanti riconoscimenti sono la testimonianza di una sfida riuscita.  “Volevo un film sull’abbandono - dichiara il regista, Davide Sibaldi - e sulla paura di vivere fino in fondo le proprie emozioni, i propri sentimenti, la propria felicità, ma L’Estate D’Inverno è anche un film sul coraggio di affrontare e capire i propri errori, un film sul coraggio di crescere”. Il film è girato in “tempo reale”: “Un incontro di poco più di un’ora - prosegue Sibaldi - che non poteva che essere raccontato con l’esposizione nuda e cruda di tutti gli eventi. Grazie al tempo reale lo spettatore viene immerso fin dall’inizio nel flusso della storia, nei suoi dialoghi, nei suoi ambienti”.
Per fare ciò occorrevano attori di formazione rigorosamente teatrale e la scelta è caduta su Pia Lanciotti, premiata al festival di Lecce, e Fausto Cabra, entrambi diplomati alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e da anni sulle scene nazionali ed internazionali.

Biogrfia del regista - Davide Sibaldi
Nato a Milano, ha cominciato a lavorare nel mondo del cinema all’età di 12 anni. E tra il 1999 e il 2005 ha scritto e diretto più di 40 cortometraggi e 3 mediometraggi che hanno partecipato a festival nazionali e internazionali come: Signes des nuit, Santa Barbara Film Festival e Milano Film Festival. E’ anche pittore e parallelamente alla carriera cinematografica lavora nel mondo dell’editoria dove ha illustrato il libro “Gli angeli dei bambini” per la Ape Editore.

Sinossi – L'estate d'inverno
E’ notte. In una camera di motel alla periferia di Copenaghen, Christian, un ragazzo diciannovenne, ha appena avuto un rapporto sessuale con Lulu, una prostituta di 38 anni. Quando la donna si prepara per andarsene lui la ferma e le chiede insistentemente di rimanere ancora un’ora con lui. Solo un’ora per parlare. Lulu all’inizio rifiuta, ma finisce per accettare la proposta. Da quel momento i due personaggi cominciano a parlare, a raccontarsi, e presto i loro rimorsi e i loro demoni cominciano a uscire in superficie. Sono due figure legate dalla disperazione e dall’abbandono: la donna è in fuga dal suo passato, segnato da violenza e distruzione, ma soprattutto dal terribile rimorso di aver abbandonato molti anni prima il figlio di soli quattro anni, mentre il ragazzo è alla disperata ricerca della madre, che lo ha abbandonato 15 anni prima.


Calibro 70
"Milano Calibro9", "Quelli della Calibro38", "Napoli Violenta", "Milano Trema: la Polizia vuole giustizia", "Roma a mano armata", "La Polizia ringrazia", "Il cinico, l'infame, il violento", "Il cittadino si ribella"...sono solo alcuni dei titoli che hanno ispirato e dato vita a Calibro70, per la regia di Alessandro Rota. Un mediometraggio che non si limita al semplice omaggio, ma in qualche modo vuole reinterpretare, anche con la giusta ironia, un grande genere cinematografico che ha caratterizzato l'Italia degli anni '70: il poliziesco.
Questo filone, riconiato negativamente "poliziottesco" dalla critica dell'epoca, nasceva nel periodo d'oro della produttività cinematografica italiana (anche 300 film all'anno); era il periodo in cui i film italiani venivano co-prodotti a livello internazionale e commercializzati quindi anche all'estero.
Un modo di fare cinema che purtroppo gli italiani hanno smesso di fare da parecchio tempo. Proprio con l'intenzione di provare a rievocare certe atmosfere, certe situazioni e certi personaggi, Alessandro Rota e Ivan Fabio Perna hanno scritto Calibro70, con la consapevolezza di trovarsi davanti ad un progetto che avrebbe avuto non poche difficoltà, data la sua natura completamente indipendente. Studiando le storie portate in scena da registi come Enzo G. Castellari, Umberto Lenzi, Massimo Dallamano e i personaggi interpretati da attori come Tomas Milian, Maurizio Merli , Franco Nero, Gastone Moschin, la struttura di Calibro70 è stata definita e portata sul set. Scena dopo scena, difficoltà dopo difficoltà, pallottola dopo pallottola.

Sinossi – Calibro 70
Leonardo Morra, spietato criminale meglio noto come “lo svizzero”, mette a punto i suoi piani criminali lasciando dietro di sé numerose vittime. Silvio Dal Piaz, figlio del direttore della più importante banca cittadina, si mette in contatto con il criminale, accordandosi per una grande rapina  nella banca del padre. Nel frattempo lo Svizzero dovrà fare i conti con alcuni traditori e con l'acerrimo nemico “l'inglese” con cui lotta per il dominio della città. Ma questa volta Leonardo vuole che ogni cosa vada per il verso giusto, anche per non sfigurare davanti agli occhi del suo amato e vecchio padre ormai malato, il vecchio gangster Philippe Morra. Riuscirà lo Svizzero a mettere a segno la sua rapina? O anche stavolta l'Inglese arriverà prima di lui grazie ad una soffiata? La polizia starà ancora una volta soltanto a guardare?